GIUSTIZIA PRIVATA

GIUSTIZIA PRIVATA
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Bopem, film della regista kazaka Zhanna Issabayeva questa sera in concorso Finestre sul Mondo, è la tragica storia di un adolescente orfano della madre sulla via della vendetta, un’immersione nel dramma di un ragazzo e di un’intera regione


Rayan, quattordicenne kazako, trascorre le sue giornate sul fondo sabbioso del prosciugato Mare d’Aral. Nel ricordo della madre scomparsa in un incidente davanti ai suoi occhi di bambino, costruisce uno spazio immaginario dove trova la serenità. La carcassa di una nave arrugginita è la sua casa e il suo terreno di conquista.
Un giorno, gli viene diagnosticato da un dottore della città un tumore al cervello, e una conseguente aspettativa di vita di un paio di mesi.
Di fronte alla notizia della morte imminente il ragazzo si chiude in silenzi di desolazione e comincia un percorso personale di violenza e vendetta.

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L'AFRICA A NAPOLI

L'AFRICA A NAPOLI

Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni segue la squadra partenopea multietnica che cerca di entrare nei cirucuiti professionistici. Racconto di un sogno e un ritratto della città fuori dagli stereotipi

Antonio è il presidente dell'Afronapoli, una squadra di calcio amatoriale che sogna di fare il salto di qualità ed entrare nei circuiti professionistici. La sua particolarità, come dice il nome stesso, è che si tratta di un gruppo di giocatori multietnico accomunato dal vivere nel capoluogo partenopeo. A raccontarla è Loro di Napoli di Pierfrancesco Li Donni, regista palermitano che ha scoperto l'esistenza dell'Afronapoli poco più di due anni fa e da allora si è "inabissato in questa realtà", grazie alla mediazione fornita da Antonio.

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NADIA E I SUOI FIGLI: <br>STORIA DI UNA RIVOLUZIONE

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STORIA DI UNA RIVOLUZIONE

We've Never Been Kids dell'egiziano Mahmood Soliman, nel Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, segue la vita di una famiglia  per tredici anni. Un vissuto di povertà e oppressione che riflette  l'Egitto contemporaneo

Non siamo mai stati bambini. Poche parole bastano a restituire la storia di Khalil e dei suoi fratelli cresciuti nella miseria delle strade del Cairo. La mamma, Nadia, ha cercato proteggerli, di farli studiare lottando col padre violento, alcolista, che invece li ha tolti da scuola per mandarli a lavorare. Pochi spiccioli per ore e ore passate nelle cucine, a pulire i bar, a spezzarsi la schiena sui cantieri o a guidare i tuk tuk  a 11 anni con la fierezza di non bere né drogarsi come fanno gli altri ragazzini  che finiscono per  ammazzare qualcuno…

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VITA DI STRADA <br>TRA KABUL E MANILA

VITA DI STRADA
TRA KABUL E MANILA

Due film nel concorso Finestre sul Mondo, Mina Walking di Yosef Baraki, la storia della piccola Mina che combatte ogni giorno per la sopravvivenza; The Dog Show di Ralston Jover, ritratto del signor Sergio che per vivere organizza un piccolo circo cinefilo

Mina ha dodici anni, vive a Kabul, la capitale dell'Afghanistan che le fotografie e i diari di Alighiero Boetti scritti nei suoi viaggi negli anni Settanta raccontano come una città di giardini e architetture preziose, cultura raffinatissima, incontri speciali. E che decenni di una “economia” di guerra, non solo monetaria ma intesa come educazione, base delle relazioni, condizione fisica e mentale, hanno reso ciò che conosciamo oggi.

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