REVOLUTION AGAINST NATURE

REVOLUTION AGAINST NATURE
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Bruce LaBruce, al festival con Gerontophilia e Pierrot Lunaire racconta: "Trasgressione sessuale, azione sovversiva e denuncia sociale sono da sempre al centro del mio cinema"


Abbiamo incontrato Bruce LaBruce nella hall dell'albergo Ariston, poche ore dopo il suo arrivo a Milano. Impeccabile nella divisa provocatoria, ci accorgiamo al primo sguardo che non ci sono filtri tra il corpo della sua arte e lui stesso. Spilla appuntata sul bavero sinistro della giacca che a lettere d'oro laccate proclama "Persona non grata", maglietta nera che invece di Ramones recita Hormones, anello Obscenity, accessorio promozionale per l'omonimo profumo da lui elaborato, per il cui lancio, il 10 luglio a New York, LaBruce sta organizzando una performance. 

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MAMMA RUSSIA NON VI VUOLE

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Yulia Matsiy, regista di Invano mi odiano,  racconta il suo documentario:«Essere cristiani e gay non è una contraddizione»

Se fossimo state in Russia io e Yulia Matsiy, moscovita che vive da sette anni a Milano, ci saremmo incontrate nella cucina di casa sua, davanti a una tazza di tè. Ma ci troviamo in Italia e così ci diamo appuntamento in un caffè per parlare del suo primo film Invano mi odiano, uno spaccato della Russia oggi, a partire dalla comunità cristiana LGBT messa all’angolo dalla crescente omofobia. 

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LES CHANTS DES ONDES <br> di Caroline Martel

LES CHANTS DES ONDES
di Caroline Martel

2012, '96, Canada
Concorso Doc, Sabato 21, ore 18.00, Eurolab

Il 1928 è l'anno di una rivoluzione sonica: niente corde, niente fiati, il suono è prodotto dall'elettricità. A quasi un secolo di distanza l' Onde Martenot è ancora uno strumento magico.

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TEST di Chris Mason Johnson

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con Scott Marlowe, Matthew Risch, Kristoffer Cusick, Kevin Clarke, 2013, 89’, USA

Concorso, Sabato 21, ore 19, Scatola Magica

Un dramma ambientato negli anni Ottanta durante il boom dell’AIDS, con due protagonisti omosessuali apparentemente distanti sul piano fisico-mentale ma accomunati dalla passione per la danza. 

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NERO SU BIANCO <br> 3 DOMANDE A GIOVANNI CODA

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3 DOMANDE A GIOVANNI CODA

Il regista de Il rosa nudo racconta il suo film nel concorso documentari, con cui ricorda la persecuzione nazista contro gli omosessuali

Fotografo e regista, il cagliaritano Giovanni Coda con Il rosa nudo riapre un capitolo oscuro del XX secolo che, a partire dall'autobiografia di Pierre Seel, deportato nel campo di concentramento di Schirmeck nel 1941, racconta la persecuzione nazista contro gli omosessuali. Una narrazione potente e cruda sostenuta da efficaci materiali audio di repertorio.

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