SONG OF THE SEA VISTO DA AKA B

SONG OF THE SEA VISTO DA AKA B
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Aka B, uno dei migliori artisti italiani contemporanei, ci dona una sua personale recensione su tavola del film d’animazione Song of the Sea di Tomm Moore


Il tratto sghembo e unico di Aka B reinterpreta in maniera personale e suggestiva i personaggi della storia di Song of The Sea di Tomm Moore e la mitologia irlandese a cui si ispira.

Aka B inquadra la vita attraverso l’utilizzo del dato coloristico e dà forma alla caratterizzazione dei personaggi, aspetto importante e sorprendente del film. La composizione vede in primo piano i due bambini con il loro fedele cane Cun e in secondo piano la nonna grigia e la terra mitologica, le radici di ciascuno di noi. 

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Milano Film Festival porta sugli schermi milanesi il film d’animazione Song of the Sea del regista irlandese Tomm Moore che apre oggi la sezione Focus Animazione

Gli eroi della mitologia irlandese, il mare in tempesta, una bambina che si trasforma in una piccola foca, una canzone capace di risvegliare gli spiriti dell’universo e un fratello maggiore incattivito dalla gelosia sono gli elementi di Song of the Sea di Tomm Moore. Il suo precedente lavoro è The Secret of Kells, uscito nel 2009, con cui Song of the Sea condivide il gusto per il folklore e la tradizione delle storie magiche della sua terra d’origine.

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Tra i film imperdibili di oggi: The Postman’s White Night di Andrej Konchalovskij, il film più amato dai critici di Venezia 71 e prossimamente nelle sale grazie alla distribuzione del Milano Film Network. Ne parliamo in esclusiva con il regista

Come per il film collettivo I Ponti di Sarajevo del 2014, anche quest’anno uno dei film presentati a MFF troverà distribuzione nelle sale italiane grazie al Milano Film Network.  Si tratta di The Postman’s White Night, l’opera che segna il ritorno di Andrej Konchalovskij al cinema russo.

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SI POTREBBE ANDARE TUTTI QUANTI AL PARCO SEMPIONE

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Milano Film Festival rende omaggio a Enzo Jannacci: Jannacci, lo stradone col bagliore è una dedica affettuosa e sentita di Ranuccio Sodi all'amico e poliedrico artista milanese scomparso nel 2013, simbolo di una Milano che non c'è più

«Cognome: Jannacci. Nome: Vincenzo, detto Enzo. Nasce prevalentemente a Milano, il 3 giugno 1945. Peso alla nascita: kilogrammi 5.563, probabilmente diabetico. Segno zodiacale: Gemelli – pare sia una cosa orrenda, va beh! Origini famigliari: greco/balcaniche – nel senso che c'ho la faccia, la fisionomia grecobalcanica - infatti da questo deriva la faccenda fame atavica...».

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Stasera in Concorso Lungometraggi James White di Josh Mond. Parabola di un ragazzo newyorkese che, tra giornate spese nel nulla e la malattia della madre, racconta la ricerca di un posto nel mondo 

Un inizio quasi onirico: musica martellante che si insinua subito nell’orecchio dello spettatore, un ragazzo che balla assorto nei suoi pensieri. James White dell’americano Josh Mond ci catapulta subito nella dimensione indie del cinema newyorkese, fatto di riprese con macchina a spalla e steadycam, inquadrature vorticose, quasi estranianti e primi piani intensi, capaci di trasmettere l’ansia del protagonista fin dalle prime immagini.

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