GENTE DI BRUXELLES

GENTE DI BRUXELLES
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Il documentario Our City di Maria Tarantino, domani in concorso Lungometraggi, presenta una Bruxelles poco conosciuta e multiculturale. La regista ci racconta la genesi del film e il suo sguardo sulla città


«Hallo, I’m Brussels.» 

Our City è il monologo di una città sempre diversa. Cambia a seconda dei flussi migratori che la attraversano di anno in anno. Con tre lingue ufficiali, il francese, l’olandese e il tedesco, Bruxelles è il centro del mondo. Camminando per le sue strade, oltre a queste lingue, si possono sentire l’italiano, lo spagnolo, l’inglese, l’arabo e il cinese senza essere per forza in presenza di comitive di turisti.

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Il MFF omaggia il pioniere del cinema africano, Ousmane Sembène, con un documentario diretto da Samba Gadjingo e Jason Silverman. Un film importante per non dimenticare chi è riuscito a creare una nuova prospettiva nella cinematografia del continente più antico del mondo

Un percorso, quello di Ousmane Sembène, che sembra un romanzo: dall’infanzia spesa tra acqua, alberi, pesca e caccia nella zona senegalese della Casamance, agli studi in Russia, passando per l’educazione da autodidatta alla letteratura e ai temi dell’anticolonialismo. Arrivando così a scoprire la vera vocazione, quella del cinema e del racconto nazionale della “sua” Africa.

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IL PREZZO DELLA CULTURA

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The Chinese Mayor (Datong) di Zhou Hao, in sezione Colpe di Stato, denuncia le contraddizioni del modello di sviluppo cinese

Nel 495 d.c. Datong era la capitale dell'impero cinese. Oggi, a causa delle numerose miniere di carbone che la circondano, è tra le metropoli più inquinate della Cina. L'aria è metallica e il cielo nascosto da una cappa grigia che di notte si colora di rosso e, quando piove, si scioglie e precipita al suolo, diventa polvere che soffoca gli alberi, copre le finestre e sporca i vestiti.

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DI COSA PARLIAMO QUANDO PARLIAMO DI CINEMA

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Giulio Sangiorgio, redattore di FilmTv e giurato del Concorso Cortometraggi MFF, presenta in esclusiva al nostro quotidiano il workshop di critica militante che terrà domani mattina alla Scatola Magica. Ci parla anche del valore dello sguardo critico e della potenza di certo cinema contemporaneo

Critico cinematografico da oltre undici anni Giulio Sangiorgio difende un cinema dallo sguardo obliquo, capace di ridestare lo spettatore dall'assuefazione all'immagine tipica della nostra società.

Qui al XX Milano Film Festival è nella doppia veste di giurato del concorso cortometraggi e curatore di un workshop di critica cinematografica.

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