LA TESTIMONIANZA NECESSARIA

LA TESTIMONIANZA NECESSARIA
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Un film girato da 1001 siriani, Silvered Water di Ossama Mohammed e Wiam Simav Bedirxan ci costringe a guardare a occhi aperti un conflitto dimenticato. E a interrogarci sul ruolo del cinema nel racconto della guerra


«Qual è il colore della vita? Il gusto della sabbia?». Gli interrogativi cadenzano l’opera di Wiam Simav Bedirxan e Ossama Mohammed, cineasta siriano oppositore del regime di Bashar al-Assad ed esule a Parigi. Ma'a Al-Fidda - Silvered Water, Syria Self-Portrait, passato al Festival di Cannes, Locarno e Torino, incolla e insieme allontana gli occhi dello spettatore dallo schermo. 

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IN CERCA DI TRACCE TANGIBILI

IN CERCA DI TRACCE TANGIBILI

Un viaggio nel tempo attraverso le immagini. Prospettive ricerca i legami tra il passato e il presente e, con Giano e Hyperion, si interroga sulla persistenza del ricordo

Giano di Francesco Dongiovanni attraversa i luoghi della memoria per indagare le tracce tangibili lasciate dal passato. Il film si apre con un filmato in Super8, il ritratto di una famiglia tradizionale degli anni '70. A margine dell'inquadratura vediamo la cinepresa che lo proietta sullo schermo, in campo a raccontare la lontananza da quel ricordo.

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IL MATTONE <br>È UN OGGETTO POETICO

IL MATTONE
È UN OGGETTO POETICO

Un film di osservazione che arriva dritto al cuore delle moderne pratiche capitalistiche. È Zum Vergleich – In Comparison, il film del 2009 che il festival ha scelto per ricordare Harun Farocki, "maestro di critica delle immagini"

«Volevo fare un film sulla concomitanza e sulla produzione contemporanea, considerata da livelli tecnici diversi. Così mi sono messo a cercare un oggetto che non fosse cambiato troppo negli ultimi mille anni. Avrebbe potuto essere una scarpa o un coltello, ma un mattone diventa poi parte di una costruzione e quindi parte dell'ambiente. Il mattone è un oggetto poetico.

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UNA LEZIONE FUORI DAL COMUNE

UNA LEZIONE FUORI DAL COMUNE

In occasione del doppio omaggio a Eve Heller e Peter Tscherkassky, che Filmmaker realizza in collaborazione con Atelier Impopulaire, si è tenuta all’ Università IULM una Masterclass durante la quale gli studenti hanno avuto l’occasione di un confronto diretto con i due cineasti

L’esperienza di Peter Tscherkassky inizia alla fine degli anni Settanta con la Super8, molto diffusa all’epoca. Per il decennio successivo questo è il mezzo di cui si serve per girare i suoi film prima di passare al 35mm. Durante questi anni, studia il processo di sviluppo del negativo in camera oscura e dal 1985, con Manufraktur, inizia la sua sperimentazione con il found footage

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