MILANO, CHIUDE LA 29ma EDIZIONE DEL FESTIVAL MIX

MILANO, CHIUDE LA 29ma EDIZIONE DEL FESTIVAL MIX
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Je suis à toi – All yours del regista belga-canadese David Lambert tra i lungometraggi di finzione, Regarding Susan Sontag di Nancy Kates tra i documentari e X or Y di Storm Sigal Battesti e Leo Grélet tra i corti sono i vincitori del festival Mix.


 

Dopo quattro giorni di proiezioni e incontri, chiude il 6 luglio la 29ma edizione del Mix Festival Milano di cinema Gaylesbico e Queer Culture, concentrata ma capace di recuperare sul piazzale dello Strehler parte della vivacità degli anni d'oro. Il festival diretto da Giampaolo Marzi ha dimostrato ancora una volta la sua ragion d'essere politica, superando gli steccati identitari e proponendo un luogo di incontro aperto a tutta la cittadinanza. Importantissime le collaborazioni, prima di tutte quella con il festival Immaginaria di Bologna che ha portato al Mix le sue visioni radicali, e le ospitalità: il set antiomofobia di “L'amore vola”, allestito all'interno del teatro è diventato un'occasione per tutti i fotografati di fare in prima persona l'esperienza della trasformazione della propria immagine in un atto civile e politico. Ma, come sempre al Mix, senza prendersi troppo sul serio. 

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Una potente performance di Dolan, lo studio di uno psicanalista che diventa palcoscenico, un inseguimento verbale dove si perde di vista chi sia il gatto e chi il topo. Elephant Song è un suspense drama dal finale imprevedibile

 

«Non ha mai incontrato Michael?» chiede preoccupata l’infermiera Peterson (Catherine Keener) al dottor Green (Bruce Greenwood), direttore dell’ospedale psichiatrico dove Michael è ospitato. Michael è un manipolatore, lo mette in guardia la donna. Gli piace giocare. Gli spettatori di Elephant Song, a differenza dello psichiatra, l’hanno incontrato, nel breve flashback che apre il film: bambino a Cuba nel 1947, ignorato dalla madre, famosa cantante d’opera circondata di fiori e fan adoranti. Premessa eloquente. L’aria che la cantante intona è O mio babbino caro da Gianni Schicchi.

 

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AVERE VENT'ANNI A BROOKLYN

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Riprendersi da un abbandono. E gestire un caotico coming out. Giovani, carini e newyorchesi: sono i protagonisti del fortunato esordio di Desiree Akhavan, comedian di origine iranana

 

Opera prima di Desiree Akhavan, giovane artista newyorchese che la critica americana si è affrettata a definire la “Lena Dunham iraniana e bisessuale”, Appropriate Behaviour sembra ispirarsi più a Io e Annie che a Girls, la fortunata serie di cui Dunham è autrice e protagonista.

 

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TORTELLINI IN SALSA LGBT

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Torri, checche e tortellini di Andrea Adriatico racconta la nascita del movimento omosessuale italiano, dei suoi protagonisti e della sua storica sede bolognese: il Cassero di Porta Saragozza

 

La nascita della prima sede del movimento gay in Italia, un locale storico capace di aver cambiato la visuale dell’omosessualità nel nostro Paese. Dal 1982 il Cassero di Porta Saragozza si è fatto culla confortevole per tutte quelle persone bisognose di un supporto, di un sorriso, di una chiacchiera spensierata o di un confronto diretto. Con gli altri o con se stessi. 

 

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ATLANTE DELLE EMOZIONI

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Massimiliano Chiavarone, giurato del Mix, presenta la sua guida alternativa alla città: un mosaico di voci e di storie per raccontare le strade di Milano

 

Pugliese di nascita ma milanese di adozione, il giornalista Massimiliano Chiavarone è uno dei giurati di questa edizione del Festival Mix. Dove presenta il suo ultimo libro Com'è bella la città,Milano raccontata dai suoi protagonisti (Lite Editions), una guida alternativa alla scoperta della metropoli.

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Le conseguenze del desiderio sono le protagoniste di Uomini e insetti, l'esordio letterario di Alberto Milazzo. Che al Mix racconta come il movimento LGBT sia riuscito in poco tempo a costruirsi un'identità. E un linguaggio

 

Alberto Milazzo, musicista, drammaturgo e regista. Siciliano d'origine, è uno dei giurati di questa edizione del festival. Presenta al Mix il suo esordio narrativo Uomini e insetti (Mondadori), un inedito spaccato della comunità gay milanese sospeso fra romanticismo e fisicità, teso alla ricerca di una nuova lingua.

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