CANZONE RIBELLE

CANZONE RIBELLE
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Un inno alla libertà e alla gioventù tunisina. Appena apro gli occhi, opera prima della regista Leyla Bouzid  in Concorso Lungometraggi Finestre sul Mondo, è il ritratto di una generazione ribelle all'alba della Primavera araba


Tunisi, estate 2010. Farah ha diciotto anni, una montagna di riccioli ribelli in testa, fa tardi la sera, beve birra con i ragazzi e fa parte di una rock band locale che canta del disagio dei giovani e della popolazione tunisina sotto il regime di Ben Ali. 

La Primavera araba, con la la serie di proteste e agitazioni iniziate tra la fine del 2010 e l'inizio del 2011, è alle porte, ma non è della rivoluzione che si parla nel film À peine j'ouvre les yeux (Appena apro gli occhi) di Leyla Bouzid, già Premio del Pubblico alle Giornate degli Autori a Venezia 2015 (e in sala dal 28 aprile per Cineclub Internazionale Distribuzione).

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LA FORZA DELLE PAROLE

LA FORZA DELLE PAROLE

Un viaggio dentro e fuori dal carcere, Dustur (Costituzione) di Marco Santarelli in concorso Extr'A racconta la speranza e l'illusione di chi continua a sognare un mondo migliore. Il regista ci parla del suo ultimo lavoro girato dentro alla Dozza di Bologna e dell'esperienza con i detenuti

In arabo Dustur vuol dire costituzione. Quella dei paesi islamici come quella italiana, o anche la bozza di diritti e doveri stesa dei detenuti della Dozza, il carcere di Bologna, nell'ambito di una serie di incontri voluti dal volontario Fra Ignazio e mirati proprio a comparare le costituzioni di Marocco, Tunisia ed Egitto con quella italiana. A riprendere questi incontri c’è Marco Santarelli, regista romano che alla Dozza aveva già girato milleunanotte e che con il suo Dustur è appena stato in concorso al parigino Cinéma du réel.

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IL RICHIAMO DELLA STRADA

IL RICHIAMO DELLA STRADA

Nel Concorso Finestre sul Mondo, La Delgada Linea Amarilla, road movie del messicano Celso R. Garcia. Protagonista Don Toño, un anziano tuttofare assoldato da un amico di vecchia data per sistemare la strada che taglia a metà il deserto messicano

Un guardiano rimpiazzato da un cane, un ragazzo innamorato, un ladro sensibile, un camionista quasi cieco e un ex assistente di un circo. Cinque uomini solitari in fila lungo una strada desolata del Messico per tracciare la striscia di demarcazione che separa le corsie della carreggiata. 217 kilometri sotto il sole cocente per guadagnare qualche pesos per poter tirare avanti.
La trama è semplice e lineare come la lingua d’asfalto che raggiunge l’orizzonte, ma al di là dei miraggi si nascondono insidie e pericoli.

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RITRATTO DI UNA SIRENA

RITRATTO DI UNA SIRENA

L’attrice italo-filippina Alessandra De Rossi si racconta durante l’Ora del Tè al Film Center del festival. Parla delle sue origini italiane, dei suoi film, dei suoi sogni passati e futuri. Giurata del FCAAAL, è anche protagonista di Scarecrow, presentato sabato pomeriggio fuori concorso

 Forse non lo è diventata, ma il più grande sogno da bambina di Alessandra Schiavone (in arte De Rossi perché è più semplice da scrivere e pronunciare nelle Filippine) è stato quello di essere una sirena. Forse da quando sua mamma nel 1984 si innamorò del film Splash e comunicò alla figlia in grembo la sua passione per le acque del mare. Figlia di un navigatore italiano, vive a Lecce i primi cinque anni di vita (si sente sempre pugliese nel cuore), per trasferirsi a Ciampino per altri due, e infine spostarsi definitivamente nelle Filippine.

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