UNO SPRITZ CON EUGENE JARECKI

UNO SPRITZ CON EUGENE JARECKI
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Appena atterrato da Londra il documentarista Eugene Jarecki viene accolto da un tipico aperitivo italiano che non sembra disdegnare. È stato accompagnato da Nora, sua collaboratrice ai tempi della Charlotte Street Film, che lui descrive come la persona capace di regalargli più felicità sulla faccia della terra. È generoso di sorrisi e confidenze Jarecki e tra un bicchiere di vino e uno Spritz ci sediamo sul sagrato del Piccolo per fare il punto sul suo  lavoro e sul focus che MFF gli ha dedicato all'interno della sezione Colpe di Stato. 


The House I live in è la sua ultima fatica e la prima delle tre opere che verranno presentate al pubblico del festival. 

Jarecki, nato in Connecticut nel 1969, è tra gli autori che utilizzano il documentario non solo come forma cinematografica di indagine della realtà, ma anche come strumento per provare a cambiarla. Eugene Jarecki è infatti un'attivista dei diritti umani e un opinion leader politico di fama mondiale. Partendo dalla situazione statunitense, cerca di destare l'attenzione a livello globale su temi scottanti e problemi sociali, come ad esempio la guerra alla droga narrata in The House I live in.

Jarecki, diretto e alla mano, mi chiede subito di dargli del tu.

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