IL CINEMA RENDE VISIBILE CIÒ CHE NON LO È

IL CINEMA RENDE VISIBILE CIÒ CHE NON LO È
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A poche ore dall’attesissima masterclass di oggi, Abderrahmane Sissako - presidente di giuria e amico di FCAAAL - racconta al nostro daily il successo di Timbuktu e l’importanza delle immagini


«In realtà il male dell'Africa è soprattutto il male del resto del mondo» ci racconta Abderrahmane Sissako. «Intendo dire che il mio Paese non è solo guerra, carestia, immigrazione e ora anche Jihad. Per un regista ogni film è una missione, per questo motivo mi sento in qualche modo responsabile nel mostrare anche i lati migliori del mio paese, i suoi luoghi splendidi: la bellezza è la speranza. E di bellezza in Africa ce n’è ovunque, basta cercarla.». 

Dopo i successi internazionali del suo ultimo film, Timbuktu, e a pochi giorni da Cannes dove presiederà la giuria di Cinéfondation - per selezionare il migliore cortometraggio - Sissako è tornato al FCAAAL milanese, il festival che lo ha scoperto nei primi anni Novanta proprio grazie al bellissimo corto Le jeu.

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