#MID2015: IL CINEMA DI DOMANI

#MID2015: IL CINEMA DI DOMANI
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In occasione della prima edizione degli Industry Days incontriamo Alice Arecco (Coordinamento MFN e MFF) e raggiungiamo telefonicamente Alessandra Speciale (MFN e FCAAAL) per parlare di InProgress e Atelier, i due progetti produttivi e innovativi portati avanti dal Milano Film Network nell’arco degli ultimi tre anni


Nelle giornate di oggi e domani si svolgerà la prima edizione del Milano Industry Days, due appuntamenti organizzati da Milano Film Network (MFN), InProgress e Atelier,  dueworkshop dai diversi scopi e caratteristiche, ma pensati per sostenere i giovani registi che si cimentano nella realizzazione di un film. 

Durante la giornata dedicata a InProgress (oggi) vengono presentati a produttori, selezionatori e professionisti del settore gli undici progetti di film finalisti del workshop MFN. Mentre domani, 2 dicembre, verranno assegnati i premi di sostegno alla post produzione dei cinque film in lavorazione selezionati dal bando Atelier MFN. La giuria, composta da Carlotta Cristiani (tutor per il montaggio), Massimo Mariani (sound mix e sound design) e Riccardo Annoni (colour correction), è presieduta da Alberto Barbera, il direttore della Mostra del cinema di Venezia.

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TESTIMONE DELL'IMMEMORABILE

TESTIMONE DELL'IMMEMORABILE

Nel 1943 Silvano Lippi viene trasportato, come prigioniero di guerra, nel campo di concentramento di Mauthausen e costretto a obbedire agli ordini degli ufficiali nazisti. L’intenso documentario Dal ritorno di Giovanni Cioni (Fuori concorso, mercoledì 2 dicembre) ricostruisce la sua memoria

Silvano Lippi ha vissuto l’orrore della Seconda Guerra Mondiale da vicino, da una prospettiva opposta rispetto a quanti, prima di lui, hanno  provato a descrivere la vita nei lager nazisti. Silvano è un militare italiano che nel 1943 viene fatto prigioniero in Grecia e portato a Mauthausen. Il suo status non è di deportato, ma di prigioniero politico e così diventa addetto ai forni crematori sotto il rigido controllo degli ufficiali tedeschi.

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WELCOME TO THE JUNGLE

WELCOME TO THE JUNGLE

Un Super8 in bianco e nero ci trasporta all’interno di un giardino thailandese, dove scopriamo il racconto distaccato e perturbante della quotidianità di un gruppo di militari. Pathompon Mont Tesprateep in Endless, Nameless – sezione Fuori formato - colpisce lo spettatore con una crudezza di linguaggio che non fa distinzioni tra dolore, ozio e scherzo

Un ipnotico gioco di immagini per personaggi senza nome, voce e identità, a volte senza nemmeno un volto: Endless, Nameless del regista thailandese Pathompon Mont Tesprateep tiene fede al proprio titolo, catturando l’occhio dello spettatore anche quando vorrebbe guardare altrove. Ambientato nel giardino del padre, dove la natura stordisce e confonde, questo Super8 sviluppato a mano segue la quotidianità pigra e svogliata di un gruppo di militari thailandesi nel corso di oltre vent’anni.

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L’ORIZZONTE DA UN RECINTO

L’ORIZZONTE DA UN RECINTO

Uno sguardo claustrofobico su un paesaggio raro. Questo è Topio il cortometraggio suggestivo e prezioso di Ignazio Fabio Mazzola che apre stasera – in prima assoluta – la sezione Prospettive, all'Arcobaleno Film Center

Τοπίο (Topio, l'equivalente greco moderno di "paesaggio") è il titolo della riflessione che Ignazio Fabio Mazzola affronta nel cortometraggio in concorso nella sezione Prospettive al Filmmaker Festival.

Mazzola, diplomato all'Istituto Statale d'Arte di Bari, reinterpreta le parole dell'architetto greco Aris Konstantidinis: «L'opera di architettura funziona come un "topio", accoglie nel suo spazio tutte le cose esistenti prodotte dalla vita e dall'uomo». Applica questo concetto al soggetto che riprende, la masseria Tarsia Morisco di Conversano (Bari). Si tratta di un'architettura pensata non per gratificare l'occhio ma per la sua funzione, il lavoro di un allevatore.

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BY OUR SELVES VISTO DA AKA B

BY OUR SELVES VISTO DA AKA B

Aka B, tra i migliori artisti italiani contemporanei, regala al nostro Daily una personale versione - cupa e spiazzante - del film By Our Selves di Andrew Kötting

La penna di un fumettista e quella di un poeta, unite dalla macchina di un regista. In questa tavola di Aka B ritroviamo le tinte cupe di By Our Selves di Andrew Kötting, che racconta il viaggio di John Clare nella Foresta di Epping fino alla casa nel Northamptonshire. Nei quattro giorni trascorsi nei boschi e durante le novanta miglia percorse il poeta è solo, affamato, deluso. Nella fuga solitaria dall’ospedale psichiatrico di High Beech il Clare di Aka B affronta se stesso, la sua controparte più disturbante, perché animalesca e misteriosa. Persa ogni maschera, circondato da alberi spogli e spettrali, il poeta, l’uomo, ha di fronte un solo volto: il proprio.

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