LA TRIBÙ DEI VIOLENTI

LA TRIBÙ DEI VIOLENTI
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L’ucraino Miroslav Slaboshpitsky presenta al MFF The Tribe, un film vivido, scioccante e brutale, che incolla lo spettatore per 132’ nonostante sia interamente girato nella lingua dei segni. Ambientato in un collegio di non udenti adolescenti dove la violenza è pane quotidiano e l’aggressività si espande in una spirale senza fine e senza redenzione.


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LA GIUSTA PARTE

LA GIUSTA PARTE

È sabato pomeriggio, il sagrato del Teatro Strehler è assolato e vestito di bianco. Sta per essere proiettato Io sto con la sposa, sezione The Outsiders, a cui il MFF consegna il Premio Abba 2014. Il film di Gabriele Del Grande, Antonio Augugliaro e Khaled Soliman Al Nassiry è un documentario on the road che attraversa l'Europa e i confini della legalità. Un caso cinematografico che ha conquistato la Mostra del Cinema di Venezia e che dal 9 ottobre sarà distribuito nelle sale.

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IL LAVORO CHE NON C'È

IL LAVORO CHE NON C'È

Ha diretto corti per Sky e scritto sceneggiature vincenti. Non si definisce un etnografo o un sociologo, ma le questioni sociali sono il suo pane quotidiano. Ama raccontare storie moderne e in tutti i lavori mantiene vivo il legame con la sua Sardegna. Lui è Tomaso Mannoni, quest'anno al MFF con Fino in fondo, un documentario realizzato con Alberto Badas, sul dramma umano che ha sconvolto il Sulcis.

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TESTI NON HA PAURA DEL BUIO

TESTI NON HA PAURA DEL BUIO

Giorgio Testi, romano di nascita e londinese d’adozione, è il regista delle rock band più famose. Anche gli Afterhours hanno voluto lui per le riprese del concertone del 26 marzo 2014 all’Alcatraz. Hai paura del buio?, disco del 1997, diventa docu-film grazie a otto videocamere e all’audio in multitraccia.

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MAGMA GENNA

MAGMA GENNA

Telefonata con Giuseppe Genna, scrittore milanese che con Salette Ramalho e Yann Gonzalez, sceglierà il miglior lungometraggio in concorso.

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ERA MIO PADRE

ERA MIO PADRE

Life Sentences è un documentario di Nurit Kedar e Yaron Shani selezionato dal MFF per la sezione Colpe di Stato. Una storia unica, che doveva essere raccontata. Una madre ebrea e un padre arabo terrorista, Fauzi Nimer: due figli, fratello e sorella, due destini che non potevano essere più distanti. Nimer sposa sua cugina araba, mentre sua sorella diventa ultra ortodossa. La vita di Nimer è una vita spezzata, sempre in bilico tra menzogna e realtà, fatta di silenzi e non detti. La regista Nurit Kedar è ospite al festival e noi l’abbiamo intervistata.

 

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